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“Diamond Eyes”, il parere di Metal Hammer

Metal Hammer UK ha avuto la possibilità di ascoltare in anteprima l’intero nuovo album dei Deftones “Diamond Eyes”, postando così online una recensione traccia-per-traccia che vi traduciamo qui di seguito:


Diamond Eyes – un riff stridente ed insistente mentre la voce vellutata di Chino Moreno incanta la brutalità attorno a lui. Il coro è di grande bellezza, con il ritornello “time will see us realise, diamonds reign across the sky” a dominare la scena; anche l’intenso finale con molto groove è ben indovinato. Il beatdown che chiude la canzone è uno dei momenti più heavy nella storia dei Deftones. Una opener sorprendente.


Royal – chitarre con riff intricati sono all’ordine del giorno in questa canzone. Immaginatevi le inclinazioni di ‘White Pony’ con l’immensa sonicità da club di ‘Around The Fur’. Vale la pena menzionare come le nuove sezioni ritmiche siano sempre ‘sul pezzo’ senza sbagliare un colpo, supportando con stile e versatilità la voce quasi spirituale di Chino Moreno e la chitarra massiccia.


CMND/CNTRL – Un classico dei Deftones. Riff selvaggi come fosse ancora il 1998, con Chino che urla prima di dare sfogo ad un grande ritornello. Questo è un successo sicuro, spaccherà i locali e dal vivo sarà epica.


You’ve Seen The Butcher – la prima vera incursione in sperimentazioni atmosferiche, ma la traccia mantiene lo stesso chitarre heavy, quasi stoner. Tutta potenza e groove, mentre Moreno ancora una volta dà prova che la sua voce è una delle poche al giorno d’oggi che può essere realmente considerata uno strumento.


Beauty School – violenti pattern di batteria da parte di Abe Cunningham, linee di basso davvero killer, chitarre sottili ed indugianti mentre Moreno canticchia. La costruzione del verso dà il via ad un chorus meraviglioso. Fluido ed euforico. E’ un momento di rara bellezza, una di quelle cose che differenzia i Deftones dalle altre band.


Prince – reminiscente di “Digital Bath” da “White Pony”. Ritmiche sincopate, charleston e basso prima dell’esplosione di un chorus epico. Quando sembra si tratti di un’altra canzone leggera, eccola esplodere in eruzioni di chitarre stordenti, un assalto a tutto spiano. Moreno mostra tutta la sua versatilità in questo pezzo.


Rocket Skates – questa canzone vi avrà già fatto impazzire, senza dubbio. Detonazioni ritmiche inframezzate dalla voce sognante di Moreno e quel ritornello “Guns! Razors! Knives!”. Saprete già che questa è una traccia ribelle.


Sex Tape – una intro di chitarra dal sapore Smashing Pumpkins (bizzarro). Un benvenuto break molto beato e chill-out che rompe con la natura di questo album. “Sex Tape” vede i Deftones sfidare sé stessi sul terreno del songwriting elegante. Una delle canzoni migliori dell’album, un possibile highlight in carriera.


Risk – un riff affilato e sinistro domina la scena. E’ probabilmente uno dei momenti dimenticabili del disco, ma non senza merito. Il breakdown messo dopo circa 2 minuti spacca.


976-Evil – Una traccia che è come un viaggio. Progressive, a cui piace giocare sulle emozioni piuttosto che sulla struttura classica delle canzoni, vede una costruzione delicata. Bisogna dirlo, “Diamond Eyes” probabilmente rappresenta la migliore prova vocale in carriera per Chino Moreno ed il modo in cui conduce questa canzone lascia senza fiato.


This Place Is Death – Una chiusura cupa, nei toni e nel mood, sembra proprio la classica ‘quiete dopo la tempesta’ che guida l’album verso una solenne ma comunque potente chiusura.

In conclusione, quando i Deftones dicevano che questo è uno dei loro migliori album non scherzavano. Al primo ascolto, sembra proprio che diventerà immediatamente un classico dei Deftones. Un lavoro più heavy rispetto a “Saturday Night Wrist”, ha grosse influenze da “Around The Fur” e “White Pony”. Assolutamente un disco sbalorditivo.