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Chino Moreno su Chi Cheng e l’album “Eros”

Recentemente intervistato da Kristen Dunleavy di myYearbook, Chino Moreno dei Deftones è tornato a parlare della condizione del bassista Chi Cheng, come sapete coinvolto in un grace incidente stradale nel novembre 2008, ecco cos’ha detto Chino:


“Sta facendo progressi. Si tratta sempre di progressi piccoli e lenti, ma lentamente ce la sta facendo. Attorno a sé ha un team di dottori veramente bravi che stanno lavorando per lui. Stanno tentando di farlo svegliare completamente. Lui è infatti ancora in stato semi-cosciente, significa che è in grado di svegliarsi, di dormire, di aprire gli occhi, ma ancora non riesce a comunicare. Ora si trova a casa, nella California del nord e c’è questo dottore, Dr. DeFina, che ha una percentuale di successo dell’85% in questi casi. Il problema è che il dottore vive nella East Coast per cui stiamo lavorando per trasferire Chi per permettere un controllo a tempo pieno al dottore. Stiamo ancora cercando di tirare su qualche soldo, perchè tutto questo non è coperto dall’assicurazione e Chi ha bisogno di aiuto. Cerchiamo di incoraggiare tutti a donare qualcosa sul sito www.oneloveforchi.com, sito sul quale è anche possibile trovare le informazioni più recenti sulle sue condizioni.”


A proposito dell’album “Eros”, scritto e registrato assieme a Chi Cheng prima del suo incidente e poi messo da parte per pubblicare invece il recente “Diamond Eyes”, a Chino Moreno è stato chiesto se “Eros” vedrà mai la pubblicazione, ecco la sua risposta:


“Sì, certamente. Per ora non ne abbiamo ancora parlato nè lo abbiamo rivisitato da quando Chi ha avuto l’incidente. Lo abbiamo messo da parte tenendolo con cura, è una cosa molto cara per noi perchè allo stato attuale è l’ultima cosa sulla quale Chi ha suonato. Ma non abbiamo ancora parlato su come e quando pubblicarlo. Lo scenario migliore prevede che Chi sia in grado di tornare al 100%, così da poter venire in tour e suonare quel disco. Vogliamo che i nostri album siano una sorta di fotografia del momento in cui sono stati registrati, ma che siano anche in grado di resistere al passare del tempo. Anche se lo pubblicassimo tra cinque anni, sarebbe ancora adatto.”


Per leggere l’intera intervista a Chino Moreno potete visitare il sito di myYearbook tramite QUESTO LINK.