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Copertina di Gore
album

Gore

Uscita
8 aprile 2016
Etichetta
Reprise Records
Brani
11

Gore è l'ottavo album in studio dei Deftones e arriva nel 2016 dopo Diamond Eyes e Koi No Yokan, cioè dopo due dischi che avevano rimesso in ordine la band. Qui l'ordine si incrina di nuovo: è il disco in cui il gruppo tira da una parte e il chitarrista dall'altra, e questa tensione si sente nelle canzoni.

Come è nato

Le sessioni si sono svolte ai Megawatt Recording di Studio City, in California, con Matt Hyde come produttore insieme alla band; Hyde figura nei crediti anche come tecnico del suono e responsabile del missaggio. La formazione è quella consolidata dopo l'incidente di Chi Cheng: Chino Moreno, Stephen Carpenter, Abe Cunningham, Frank Delgado e Sergio Vega al basso.

Il nodo del periodo è noto perché lo ha raccontato Carpenter stesso in un'intervista a Ultimate Guitar uscita all'epoca del disco: ha detto di non aver voluto suonare sul disco all'inizio e di non essere stato interessato alle idee portate dagli altri, perché non era la direzione né il suono che sperava. Nella stessa intervista ha spiegato che il suo ascolto di quel momento era il metal e che la band andava da un'altra parte, pur escludendo di volersene andare. Il lavoro poi è andato avanti a rilento: in una dichiarazione dell'ottobre 2015 Cunningham spiegava che si stava ancora lavorando a missaggi, copertina e titoli dei brani, e che l'uscita sarebbe slittata alla prima parte del 2016.

Il suono

Rispetto ai due album precedenti, Gore lascia più spazio alle parti sospese e meno alle scariche frontali. Prayers/Triangles, primo singolo, è il pezzo che Moreno stesso ha descritto come tipicamente "deftonesiano" per via della dinamica fra parti pesanti e parti aperte; Hearts/Wires e (L)MIRL lavorano invece per lunghe transizioni, con l'elettronica di Delgado a tenere insieme i passaggi. La title track e Doomed User restano il versante ruvido. Phantom Bride è un caso a parte: secondo Moreno è stata scritta quasi interamente da Carpenter, testo e batteria a parte, e ospita un assolo di Jerry Cantrell degli Alice in Chains — Cunningham ha raccontato a Rock 105 che il pezzo aveva un vuoto sul finale e che l'idea di chiamare un ospite è nata lì.

Come è andata

Il disco è entrato al numero 2 della Billboard 200 con circa 71.000 unità nella settimana d'esordio, il piazzamento più alto per la band dall'omonimo del 2003, e ha debuttato al numero 1 in Nuova Zelanda e in Australia. Prayers/Triangles è arrivato al numero 10 della classifica Mainstream Rock, Phantom Bride al numero 8. La stampa si è divisa: accanto alle recensioni positive ci sono state stroncature nette, come quella di Bloody Disgusting, che lo giudicava un disco mediocre per una band di quel livello. La questione Carpenter ha continuato a tornare nelle interviste negli anni successivi: nel 2020 Moreno lo descriveva come più coinvolto nel disco nuovo di quanto lo fosse stato su Gore.

Tracklist

  1. 1 Prayers/Triangles 3:37
  2. 2 Acid Hologram 4:05
  3. 3 Doomed User 4:26
  4. 4 Geometric Headdress 3:29
  5. 5 Hearts/Wires 5:20
  6. 6 Pittura infamante 4:03
  7. 7 Xenon 3:17
  8. 8 (L)MIRL 5:02
  9. 9 Gore 4:59
  10. 10 Phantom Bride 4:53
  11. 11 Rubicon 4:57

dall'archivio