White Pony
- Uscita
- 20 giugno 2000
- Etichetta
- Maverick
- Brani
- 11
White Pony è il terzo album dei Deftones ed è il disco in cui la band di Sacramento si stacca in modo netto dall'etichetta nu metal che le era stata appiccicata addosso. Il gruppo era stato accostato fin dagli esordi al giro di Korn, Coal Chamber e Limp Bizkit, cosa che non gli era mai andata giù, rivendicando invece l'influenza di Depeche Mode e dei Cure: accenni se ne sentivano già nelle melodie di Adrenaline e Around the Fur, ma è con White Pony che quella componente new wave viene davvero a galla.
Come è nato
Le sessioni si tennero fra agosto e dicembre 1999 ai Larrabee Sound Studios di West Hollywood e ai Plant Recording Studios di Sausalito, in California, con Terry Date, già produttore dei primi due dischi; dopo una pausa dai tour la band passò quattro mesi in studio, e nonostante le pressioni della casa discografica decise di prendersi tutto il tempo necessario. Proprio in quella fase i rapporti fra Stephen Carpenter e Chino Moreno si fecero tesi, per via della decisione di quest'ultimo di suonare la chitarra ritmica sull'album. In una conferenza stampa per l'anniversario del disco, Moreno ha raccontato di essere stato in piena fase di apprendimento — "I was just sort of learning how to play the guitar" — e di aver imparato guardando le mani di Carpenter sulla tastiera dello strumento. Carpenter, dal canto suo, in un'intervista del 2000 ammise di aver litigato spesso con Chino, definendo il processo abrasivo e attribuendolo ai gusti musicali molto diversi dei due.
Il suono
Rispetto ai dischi precedenti entrano post-hardcore, trip-hop, shoegaze, rock progressivo e post-rock dentro l'impianto alternative metal. Le tastiere, i campionamenti e i tappeti sintetici di Frank Delgado ci sono fin dalla fase dei demo, un ruolo ben più ampio rispetto ai semplici inserti di prima. "Digital Bath" è stata descritta come eterea e cullante, e indicata come punto di svolta creativo del gruppo; all'opposto "Elite" rinuncia alle dinamiche tipiche dei Deftones per farsi più diretta e pesante, con venature di industrial rock. Moreno ha definito "Rx Queen" il brano più futuristico del disco e ha raccontato di aver scritto il testo di "Teenager" a quindici anni, dopo un primo appuntamento, e che il pezzo era nato per i Team Sleep. "Passenger" si apre con un'intro di chitarra e vive dello scambio vocale fra Maynard James Keenan e Moreno, mentre la chiusura di "Pink Maggit" è stata definita un epico cupo e surreale che termina con il battito di un cuore registrato.
Come è andata
All'uscita l'album entrò al terzo posto della Billboard 200 vendendo 178.000 copie nella prima settimana; nel Regno Unito arrivò al tredicesimo posto. "Change (In the House of Flies)" entrò nella Top 10 delle classifiche alternative e mainstream rock, e all'inizio del 2001 la band vinse il Grammy per la Best Metal Performance con "Elite". Il rapporto con l'etichetta non fu semplice: poco dopo l'uscita, Maverick fece ristampare il disco aggiungendo "Back to School (Mini Maggit)", versione modificata di "Pink Maggit", con una mossa contestata dal gruppo. Il platino arrivò due anni dopo la pubblicazione, e nel luglio 2025 la RIAA lo ha certificato doppio platino, rendendolo il disco più venduto della band.
Tracklist
- 1 Feiticeira 3:09
- 2 Digital Bath 4:15
- 3 Elite 4:01
- 4 Rx Queen 4:27
- 5 Street Carp 2:41
- 6 Teenager 3:20
- 7 Knife Party 4:49
- 8 Korea 3:23
- 9 Passenger 6:08
- 10 Change (In the House of Flies) 5:01
- 11 Pink Maggit 7:32