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Eros è finito in rete: undici brani, nessuna conferma e un dibattito tra i fan

foto di Daniele Dalledonne · CC BY-SA 2.0

Per diciotto anni Eros è stato il disco fantasma dei Deftones: annunciato, registrato a metà, interrotto dalla tragedia, poi accantonato e trasformato in mitologia. Il 22 giugno 2026, nelle prime ore del mattino, undici brani attribuiti a quelle sessioni sono comparsi su un message board — nessuna testata specifica quale — insieme ad alcune demo delle sessioni di Ohms. Secondo Consequence, la prima a dare la notizia è stata ThePRP; i file sono rimasti online poche ore prima di essere rimossi, come confermato anche da Loudwire.

Una premessa doverosa: la band non ha mai autorizzato la diffusione di questo materiale, e Chino Moreno ha ripetuto più volte di volerlo lasciare inedito. Per questo qui non troverete indicazioni su dove reperire i file.

Cosa è circolato

La tracklist che ha girato comprende undici titoli, presumibilmente di lavorazione: "Destiny", "Brenda", "Melanie", "Smile", "Margot", "Candy", "Sable", "Electra", "Trempest", "Diamond" e "Briana". Il numero è coerente con quanto Moreno ha dichiarato in passato, cioè che furono incisi undici o dodici pezzi, tra cui appunto Smile, Trempest, Dallas, Destiny e Melanie.

Il dettaglio che salta all'occhio è l'assenza di "Dallas", l'unico brano che Moreno ha sempre indicato come vicino al completamento. Su Discogs, dove il leak è stato catalogato come "sesto album non ufficiale" registrato nell'autunno 2008 e previsto per il 2009, si legge una nota secondo cui la traccia 11 sarebbe talvolta intitolata proprio "Dallas". È una congettura di un database editabile dagli utenti, non un fatto: "Briana" e "Dallas" potrebbero essere lo stesso pezzo con due nomi, ma nessuno l'ha confermato.

Anche l'autenticità resta formalmente in sospeso. Lambgoat, il giorno stesso, scriveva che non era stata confermata e che la band non si era pronunciata. Loudwire riferisce che tra i fan c'era chi dubitava della legittimità dei file, rimasti però online abbastanza a lungo da far esplodere la discussione. Sul formato, sulla qualità audio e sulla natura delle voci — definitive o guide — non esiste alcuna documentazione giornalistica: solo impressioni di ascoltatori.

L'unica voce della band: Stephen Carpenter

Il chitarrista ha commentato il leak ospite del podcast The Dr. Greenthumb di B-Real: "Non so se sia stato raschiato da internet o no, e non so quanto sia venuto fuori, ma ogni nostro disco da White Pony in poi è stato leakato. Succede". All'ipotesi che la fonte sia interna alla filiera ha risposto che sì, si trova "da qualche parte nella catena", aggiungendo che oggi si condivide tutto istantaneamente. Resta un'intuizione, non un'attribuzione.

Blunt Magazine riporta un altro passaggio: informato che i brani erano ricomparsi su YouTube, Carpenter avrebbe detto che sono lì da tempo e che è così che li ascolta lui. Un dettaglio da prendere con prudenza, ma che ridimensiona l'idea di materiale mai uscito prima. Come band, i Deftones non hanno commentato ufficialmente (fonte ThePRP); anche Louder segnala l'assenza di dichiarazioni. Loaded Radio — fonte singola, dalla prosa molto enfatica — sostiene che management ed etichetta si siano mossi rapidamente con notifiche di rimozione per copyright: il dato non è incrociabile con altre testate.

La storia, in breve

I lavori partono nella primavera 2007, il titolo provvisorio Eros viene annunciato a gennaio 2008 e le registrazioni cominciano in aprile con Terry Date, produttore dei primi quattro album. Tutto si ferma con l'incidente d'auto di Chi Cheng e di sua sorella a Santa Clara, California: sulla data le fonti divergono — Louder indica in un pezzo la prima settimana di novembre e in un altro il 4 novembre 2008, mentre Lost Media Archive e Discogs riportano il 3 novembre. Non è risolvibile con il materiale disponibile.

Nel luglio 2009 la band annuncia l'accantonamento a tempo indeterminato e il lavoro su un nuovo disco con Sergio Vega: sarà Diamond Eyes (2010). Cheng resta in coma per anni e muore il 13 aprile 2013. Nel 2014, per il primo anniversario, Moreno carica "Smile" sul suo canale YouTube; il pezzo viene rimosso in fretta e, secondo Louder, fu l'etichetta a chiederlo. Louder definisce Smile l'unico brano completato, il che stride con quanto Moreno dice nel 2025 su "Dallas": la contraddizione resta aperta.

Sul contenuto, Moreno ha dato due letture. All'Independent nel 2016: musicalmente "probabilmente al 75-80%", testi a metà, e l'ammissione di non essere del tutto soddisfatto, perché alla musica mancava qualcosa. Al Guardian nel 2025: "Molto probabilmente non vedrà mai la luce. Vorrebbe dire tornare a quel periodo e resuscitare cose incompiute. 'Dallas' è l'unico pezzo lontanamente finito". L'aneddoto per cui alcuni titoli sarebbero nomi di spogliarelliste gira da anni, ma la fonte stessa lo definisce apocrifo.

Il nodo etico

È l'angolo scelto da tutte le testate. Louder osserva che, non trattandosi di canzoni finite, si è aperto un dibattito sull'opportunità stessa di cercarle: un commento su Reddit citato dalla rivista sostiene che la band "ha scelto di seppellire questo disco e fare Diamond Eyes perché avevano bisogno di guarire e andare oltre", e che riportarlo alla luce va contro la loro volontà. Consequence riassume le due posizioni: rispettare quella volontà, oppure rivendicare la "chiusura" su un album diventato mitologico. Loudwire cita l'autore del thread principale su r/Deftones, che parla di una casella spuntata nella propria bucket list e di un vuoto colmato nella comprensione dell'evoluzione del gruppo. Stereogum se la cava con l'ironia: chi non vuole ascoltare la musica privata dei Deftones può sempre ascoltare Private Music.

Le demo di Ohms e il resto

Insieme a Eros sono circolate demo delle sessioni di Ohms, incluso un brano inedito intitolato "Sensations" (Lambgoat, confermato da Consequence via ThePRP); Loudwire parla di una b-side mai pubblicata. Non esiste una tracklist né una stima dell'entità del materiale. Loaded Radio descrive gli undici brani di Eros come demo "completamente tracciate" contenenti le ultime linee di basso di Cheng: caratterizzazione non confermata da altre fonti né dalla band.

Sul fronte presente, i Deftones arrivano da Private Music (2025), decimo album in studio e secondo Loudwire tra i più lodati della loro carriera; nel 2026 la band è stata quasi silenziosa. Il tour europeo parte a metà agosto da Vienna, e il 24 ottobre è previsto il Sick New World a Fort Worth, Texas.

Fonti

esclusiva deftones.it — scritta per questo sito

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