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La strumentazione di Stephen Carpenter: da ESP a Kiesel, e il ritorno alle valvole

foto di www.factormetal.com · CC BY 2.0

Se c'è un elemento che definisce il suono dei Deftones tanto quanto la voce di Chino, è il muro basso e compresso della chitarra di Stephen Carpenter. Un suono che negli anni è cambiato di strumento, di corde e — soprattutto — di amplificazione. Ecco il quadro, con le incertezze lasciate dove stanno.

Sempre più corde

La traiettoria è nota: dopo White Pony, i dischi successivi sono stati scritti con chitarre a sette corde, mentre Diamond Eyes (2010) e Koi No Yokan (2012) nascono su una otto corde. A partire da Ohms (2020) entrano in gioco le nove corde. Il dato compare sulla voce Wikipedia di Carpenter — fonte terziaria — e trova un riscontro indiretto su Equipboard, dove si segnala una ESP a nove corde costruita su misura e usata per la prima volta proprio in fase di registrazione di Ohms. Equipboard è però un database compilato dagli utenti: dell'esistenza di quella nove corde manca una conferma diretta da ESP o da un'intervista.

Le ESP: il nucleo storico

Il rapporto con ESP parte da lontano. Secondo il sito ufficiale del marchio, la prima signature arriva nel 1998: sei corde, costruzione neck-thru-body, finitura See Thru Green e quella configurazione di pickup H/H/S che è rimasta associata a Stef. Da lì discende la LTD SC-20, pubblicata per il ventennale.

Poi le baritone. La SC-608 a otto corde deriva da una custom che Carpenter chiama "Dorothy" per la finitura red sparkle, riferimento alle scarpette del Mago di Oz: corpo in mogano, manico in acero, scala baritona da 27", neck-thru-body. La SCT-607, forma Tele, nasce anch'essa da uno strumento costruito dall'ESP Custom Shop giapponese: sette corde, 27", con i Fishman Fluence signature a voicing multipli gestiti da push-pull su volume e tono.

Attenzione a un punto: alcune schede di rivenditori descrivono la stessa SCT-607 con pickup EMG 81-7 anziché Fishman. Verosimilmente si tratta di annate diverse dello stesso modello — prima EMG, poi Fluence — ma l'anno esatto del passaggio non è verificato. Chi cerca specifiche precise faccia riferimento al sito ESP, modello per modello.

Nel repertorio storico rientrano anche le STEF B-8 e B-7: secondo la rivista australiana Mixdown la B-8 è stata a lungo una delle chitarre principali in studio e dal vivo, corpo in ontano, 27" di scala, tradizionalmente con EMG 808.

Kiesel, headless, dal 2023

Nel 2023 arriva la svolta. Guitar World riferisce che Carpenter è entrato nel roster Kiesel restando endorser ESP, con una signature basata sul template Vader — headless — a due humbucker Fishman Fluence, disponibile a sette e otto corde, anche mancina, nelle varianti Snow e Shadow, con hardware bianco e inlay Luminlay su top e lato. La scala citata è 25.5": il testo recuperato è troncato, quindi potrebbe trattarsi di una multiscala 25.5"–27". Non è confermato.

Su Premier Guitar, Carpenter racconta che il contatto è arrivato tramite Chrys Johnson, A&R di Kiesel, e che si era incuriosito dopo aver chiesto a Marc Okubo dei Veil of Maya perché fosse passato da Jackson a Kiesel. Su un forum si osserva che nel Rig Rundown avrebbe raccontato tre versioni diverse di quella genesi: osservazione non verificata, ma utile a ricordare che le origin story divergono. Dal vivo nel 2025 le Vader sono tante — nero pieno, bianco pieno, goldtop, più camo e green sparkle regalate da Jeff Kiesel — e sceglie quale usare in base a come si sente ogni sera.

Su Private Music le baritone ESP a 7 e 8 corde danno peso a brani come "milk of the madonna", "cut hands" e "i think about you all the time", ma è anche il primo disco in cui usa in studio le Kiesel Vader headless a 8 corde.

Pickup, corde, plettri

I Fishman Fluence Signature sono oggi lo standard: set per 6, 7, 8 e 9 corde, voicing ripensato su tutto quell'arco, linea di accento che si illumina al buio e — novità rispetto alla generazione precedente — una terza voce per pickup, single-coil pulita e cristallina. Prima c'erano gli EMG; agli esordi, in una citazione riportata da Equipboard, Carpenter dice di aver usato Seymour Duncan su Around the Fur (il modello preciso non è verificato).

Sulle corde, la fonte migliore è l'intervista Ernie Ball "String Theory": "Sulle mie otto corde ho un 69, che è il Fa# standard, B, E, A, D, G, B, E. Sulle altre otto corde, la corda più grossa è un 76 e l'ho usata per l'accordatura in drop E". Oggi usa le Paradigm, agli inizi le Slinky. Prima ci fu una fase Dunlop, con una corda custom sviluppata insieme: la cronologia del passaggio non è verificata. Plettri: Tortex da 1 mm, "fin dall'inizio".

Il ritorno alle valvole

Carpenter è stato uno dei primi a puntare tutto sul digitale: Axe-Fx, Kemper, Line 6 Helix. Nel 2025 la marcia indietro. A Premier Guitar e Guitar World spiega di aver avuto "troppi fallimenti con il mondo digitale", di essere finito in "un mondo di dolore" odiando come suonava tutto, e di preferire ora le valvole perché "gli ampli non falliscono mai". Prima aveva tentato un compromesso: Helix in un finale Fryette.

Per Private Music ha portato in studio l'intera collezione di testate high-gain accumulata in dieci anni — "sono testate valvolari da 100 watt, come puoi fallire?" — lavorando col tech Greg Dubinovskiy: "Ad ogni take aggiungevamo un altro ampli". Cita una collezione di Bogner, ma l'elenco nella trascrizione è troncato: gli altri marchi non sono confermati. Da un forum si legge che continuerebbe a usare l'Axe-Fx II per i pezzi di Koi No Yokan: dettaglio suggestivo, ancora da verificare sul video integrale.

Fonti

esclusiva deftones.it — scritta per questo sito

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